SUIGENDERIS: la moda oltre il genere.

In un momento in cui la moda riscrive le regole dell’identità, Suigenderis si afferma come un progetto autentico e coraggioso.
Alla guida del progetto c’è Maicol, designer classe 1997, calabrese di origine, ma cittadino dell’Italia creativa, con base tra Pescara, Roma, Bologna e Milano.
La sua passione per l’abbigliamento nasce da un’attitudine naturale alla sperimentazione: «Ho sempre amato questo mondo» racconta «ho deciso di renderlo parte della mia vita perché voglio che le persone si sentano realmente a proprio agio con ciò che indossano».
Un nome, un’identità: SuiGenderis

Il nome del brand non è un vezzo estetico, ma una dichiarazione di intenti. Suigenderis nasce dall’unione tra “sui generis”, locuzione latina che indica qualcosa di unico, e “genderless”, parola simbolo della moda fluida: «Non voglio etichette. Voglio che chi indossa un mio capo non si senta obbligato a identificarsi con nulla. La moda deve essere uno spazio libero, non una gabbia».
Un’idea che si riflette in ogni dettaglio: capi pensati per adattarsi a corpi diversi, tagli neutri, estetica fluida, visioni che superano l’opposizione binaria uomo-donna: «Non realizzo una collezione con capi maschili e femminili, i miei capi sono per tutti».

Ispirazioni e filosofia
«Mi definisco un po’ margieliano, nel senso che come Martin Margiela, mi interessa togliere l’identità a chi indossa, per dare centralità all’abito stesso. Ma nel mio caso, è anche una questione sociale: chiunque può indossare un mio capo.”
Ogni collezione di Suigenderis nasce da un’idea forte, che si traduce in un dialogo tra moda e arte. In uno dei progetti, Maicol si è ispirato all’espressionismo gestuale di Jackson Pollock, riportando sui tessuti l’energia caotica e istintiva delle sue tele. Pennellate e schizzi si trasformano in texture, rendendo ogni capo una sorta di tela indossabile.
La sua ricerca più recente guarda invece allo spazialismo di Lucio Fontana: tagli netti, contrasti estremi tra bianco e nero, superfici che evocano il vuoto e il concetto di ignoto. Una collezione che riflette sulla dimensione temporale e sulla materia, spingendo l’abito oltre la funzione per trasformarlo in atto artistico.
Moda sostenibile, davvero

Ma Suigenderis non è solo concetto, è anche artigianalità e sostenibilità. Maicol è il cuore pulsante del brand: disegna, sviluppa i cartamodelli, seleziona i materiali e confeziona ogni capo a mano: «Mi prendo il tempo che serve. Preferisco realizzare meno, ma meglio. Ogni pezzo nasce dalle mie mani».
Produce su pre ordine: «Non voglio creare 3.000 capi inutili. Lavoro solo su richiesta, per evitare sprechi, è una forma di rispetto per il cliente e per l’ambiente». Una scelta etica che però non è sempre facile da far comprendere: «Non tutti sono pronti a questo modello. Alcuni vogliono tutto subito. Ma chi capisce la filosofia, resta».
Presente e futuro
Il suo sogno? Continuare con il brand, ma anche lavorare all’interno di un’azienda per crescere professionalmente: «La teoria è utile, ma vedere come funziona tutto dall’interno è fondamentale».
Nel frattempo, Maicol si confronta con altri nomi della nuova moda italiana: «C’è un dialogo generazionale che si sta aprendo, anche con le aziende. Il sistema non è perfetto, ma qualcosa si muove. Serve più fiducia, più ascolto, più collaborazione.»
E mentre tanti stilisti italiani migrano a Parigi in cerca di una scena più dinamica, Maicol spera di contribuire alla rinascita creativa italiana: «In fondo, nei grandi brand parigini ci lavorano proprio gli italiani. Il potenziale c’è, dobbiamo solo crederci di più»
Sui Genderis è un manifesto per una moda che non divide ma unisce. Un progetto giovane, consapevole e coraggioso, che guarda al futuro senza dimenticare l’etica. Perché la vera rivoluzione, oggi, parte dal guardaroba.


