Moda, arte e identità: il viaggio creativo di Marloes Mandaat

Nel mondo della moda e del design, i percorsi non convenzionali spesso danno vita a brand autentici e radicati nell’esperienza personale di chi li crea. Marloes Mandaat ne è un esempio perfetto!
Cresciuta in una famiglia di artisti e musicisti, Marloes ha vissuto un’infanzia nomade, viaggiando per il mondo fino ai 13 anni. Questa vita in continuo movimento le ha donato un’apertura mentale unica e una sensibilità estetica raffinata. Da sempre, infatti, la creatività ha rappresentato per la stilista un luogo sicuro, un rifugio perfetto per esprimere a pieno sé stessa.

Dopo tre anni di studi di moda, il timore di una carriera troppo statica la spinge verso l’accademia d’arte, dove si diploma in Grafica e Art Direction. È in Italia che prende vita la sua prima linea di gioielli: «Io disegnavo, si produceva in Indonesia e poi si rivendeva in Italia». Ma la crisi economica di quegli anni porta Marloes a mettere tutto in discussione: «Mi sentivo molto acerba a livello di design. Avevo la sensazione di fare le cose più per dovere che per desiderio autentico. Così ho deciso di chiudere. Non solo per la crisi economica, ma anche, e soprattutto, per una crisi d’identità».
Inizia così un periodo di intensa sperimentazione in cui la stilista inizia a lavorare come stylist e costumista, collaborando con brand prestigiosi come Ferragamo e Cartier, che le hanno permesso di affinare ulteriormente la sua visione artistica e gestionale.
Un’esperienza determinante è sicuramente quella come direttrice di produzione per il marchio M.A + di Maurizio Amadei: «È stato forse il mio percorso più importante, ho imparato tantissimo sulla qualità e la cura dei dettagli».


Tuttavia, l’urgenza di tornare a creare riporta ben presto Marloes al punto di partenza. Nel 2020 decide di avviare una linea di borse fatte a mano e di altissima qualità, ma l’emergenza Covid-19 e il lockdown bloccano improvvisamente il progetto: «Ero appena tornata dalla Fiera di Milano, avevo già acquistato i tessuti, tutto era pronto, poi il panico». Ciò ha rappresentato un duro colpo, da cui però la designer riesce a rialzarsi con lucidità e visione, strutturando un business plan per aprire un atelier: «In quel momento mi sembrava la cosa più concreta possibile. Mi ha dato la possibilità di poter ricominciare!».
Gli anni dell’atelier sono stati fondamentali, permettendole di entrare in contatto diretto con i clienti. Oggi, però, la sua attenzione si sta spostando verso l’online: «In questo momento, io e il mio team siamo in una fase di lavoro intenso. Voglio concentrarmi completamente sul design e sulla creatività. È lì che sento di poter dare di più».

Una riflessione interessante emerge dal percorso ricco e sfaccettato della stilista: «Nella mia vita c’è un mix tra lavori sul set, nella vendita e nella produzione. Ho vissuto la moda a 360 gradi. Per tanto tempo ho pensato che questo fosse un difetto. Facevo tante cose, spesso senza un ruolo preciso, e questo mi ha penalizzata quando cercavo stabilità. Ma oggi posso dire che è stato un bene: mi ha permesso di capire davvero il mondo della moda». La sua varietà e la sua volontà di esplorare tutti gli aspetti della creatività rendono Marloes non tanto una designer, ma una vera e propria artista: «È nella creazione che io rendo meglio. Quando creo un ciondolo, per esempio, non è l’oggetto in sé che mi affascina, ma tutto ciò che lo precede: il pensiero, la ricerca, il processo. A volte il risultato finale quasi non mi interessa».
È forse proprio questo suo profondo legame con il con il fare a rendere così potente il suo approccio alla sostenibilità: «In questo momento gli accessori sono il fulcro della mia produzione. Non si tratta di una scelta casuale. Un gioiello è un oggetto che dura nel tempo, non inquina ed esprime al meglio la mia filosofia creativa». Per Marloes, la sostenibilità non è solo ambientale, ma anche emotiva, culturale e sociale: è il tempo che si dedica per dare senso e anima a un oggetto.


Le fonti d’ispirazione sono molteplici: i viaggi, la natura, le persone: «Mi aiuta tantissimo osservare la gente per strada. Amo chi si veste in modo originale, fuori dagli schemi!».
Anche l’arte resta un filo conduttore importante: «Ho sempre collaborato tantissimo con gli artisti, in passato ho trasformato l’atelier in un’esposizione volta a sostenere un giovane talento che stimo molto».
Un progetto futuro è proprio quello di dare vita a un atelier creativo dove collaboreranno registi, fotografi, stilisti e non solo, dando vita a un vero e proprio collettivo di pensatori e creativi!
Con un percorso eclettico e una visione chiara, Marloes Mandaat dimostra come l’esperienza personale possa plasmare un brand innovativo e autentico. La sua capacità di adattarsi, reinventarsi e restare fedele ai suoi valori la rende una figura unica nel panorama della moda contemporanea.
Fotografo: Cesare Colognesi
Editing: Saverio Calipari
Stylist: Angelica Mattogno
MUA: Savina Centi
Agency: All Beauty Production

