Lettera a una giornalista mai incontrata: Conversazione epistolare, unilaterale con Oriana Fallaci.

Oriana Fallaci


“Lettera a una giornalista mai incontrata”: un titolo inusuale, ma che rinvia al mio fantasioso incontro epistolare con Oriana Fallaci attraverso un rimando alla lettura del suo romanzo “lettere a un bambino mai nato.” Nonostante lo scontro generazionale, la sua passione e il suo impegno nel giornalismo vivono in noi grazie ai suoi scritti e ora, con l’interpretazione di Miriam Leone in Miss Fallaci, la sua “interiorità” torna a ricordarci l’importanza di questo meraviglioso mestiere.

Cara Oriana, penso tu non ne sia consapevole vista la tua appartenenza al regno dei cieli, ma attualmente la tua penna è tornata a vivere attraverso un mezzo di comunicazione diverso, una serie TV su Rai 1 in onda dal 18 febbraio all’11 marzo, in cui si parla della tua vita, della tua carriera, dei tuoi successi e dei primi fallimenti.

Innanzitutto, vorrei chiederti: cosa ne pensi del titolo di questo articolo? Avresti preferito che ti etichettassi come “scrittrice” o va bene “giornalista”? Te lo chiedo perché per chi fa il redattore o aspira a diventare un giornalista, sei un punto di riferimento imprescindibile, anche se il tuo stile è impossibile da imitare e comunque, attualmente, le forme del giornalismo prediligono altre scelte per catturare il lettore. Oggi il linguaggio SEO e la pubblicazione sui social dominano il giornalismo e, come probabilmente saprai, fare questo mestiere è diventato davvero difficile.

Forse avrei dovuto preferire un’intervista immaginaria per poter dialogare con la tua anima, ma non avrei mai potuto scegliere un confronto diretto con te e con il tuo modo di descrivere il presente. Così, anche se tu non avresti gradito il racconto del passato, perché la storia si scrive nell’attimo stesso del suo divenire, ho scelto di parlare di te in questo modo, forse per evitare un paragone con le tue interviste, capaci di far vacillare anche i più potenti della storia.

Sono entusiasta, però, di vedere il modo di lavorare che ti caratterizzava attraverso questa Serie Tv. Anche se quei tempi ormai non esistono più, la tua determinazione e il tuo fascino trapelano dallo schermo e diventano le gocce di benzina che fanno funzionare il motore di tutti coloro che desiderano avere una carriera come la tua.

Miss Fallaci

A interpretare il tuo ruolo c’è una fantastica Miriam Leone, che attraverso una prossemica titubante e a tratti claudicante, riesce a esporre tutta l’angoscia e la paura che vivevi durante le interviste con i grandi protagonisti della tua contemporaneità. Due emozioni che certamente non appartengono alla tua forma caratteriale – spesso spigolosa e ruvida – ma derivano da quell’esigenza professionale di voler avere, come confidi tu stessa nel tuo libro Intervista con la storia edito da Rizzoli: ‹‹abbastanza occhi e abbastanza orecchi e abbastanza cervello per guardare e ascoltare e capire come un tarlo infilato nel legno della storia››.
E sembra proprio che tu ci sia riuscita, cara Oriana. Sei entrata in quel legno, sei riuscita a raccontare ciò che davvero ti interessava lasciando la rubrica del cinema per dedicarti alla politica e alle interviste, hai posto domande a Yasser Arafat, Golda Meir e anche al segretario di Stato del presidente degli Stati Uniti Nixon: Henry Kissinger. Hai imposto i tuoi diritti e ti sei districata in un ambiente di soli uomini. Attraverso la tua “disobbedienza” sei diventata una delle più grandi firme del giornalismo italiano. Sempre per via della mancata capacità di portare a termine gli ordini del tuo direttore, hai partorito “Lettere a un bambino mai nato” , un romanzo sbocciato dal desiderio del tuo capo di farti redigere un’inchiesta sull’aborto, che tu hai trasformato in un testo autobiografico che oserei definirei “classico” vista l’immortalità del suo contenuto.

Attualmente sul piano dei diritti possiamo definirci fortunati anche se la strada verso l’appiattimento completo delle discriminazioni e delle disuguaglianze è ancora lunga, ma spero che la tua storia professionale possa ispirare tutti spingendo le nuove generazioni a rischiare come hai fatto tu, in modo da poter avere un posto in questo mondo fatto di guerre tra stati e guerre personali.
Sarebbe interessante immaginare un appuntamento al prossimo martedì, per guardare insieme la seconda puntata di Miss Fallaci e riflettere con te sulle difficoltà di questo lavoro bellissimo fumando una sigaretta, o forse due… tre. Sono felice di aver avuto la possibilità di raccontarti qualcosa in merito a questo prodotto audiovisivo che ti vede protagonista e spero che il giornalismo torni a essere ciò che è stato, in modo tale da poter fissare il fluire del presente attraverso il mio racconto attivo in quanto “testimone diretto”. Perché proprio come te io ‹‹Amo il giornalismo per questo. Temo il giornalismo per questo››

Spero che, in un mondo sempre più incentrato sul digitale, possiamo ancora trovare l’energia necessaria per vivere il giornalismo come una missione di verità, esattamente come facevi tu. Ti mando i miei più cari saluti.

Oriana Fallaci