Intervista a Eleonora Di Girolamo

Edenoir


Eleonora Di Girolamo è originaria di Spoleto, dove ha vissuto la sua adolescenza prima di trasferirsi a Roma per studiare. Dopo l’università si è spostata a Parigi per lavoro, per poi tonare in Italia e stabilirsi a Milano, dove oggi vive e lavora come designer freelance di calzature da uomo. Porta avanti anche il suo brand di borse, EDENOIR, che lei stessa definisce “il suo rifugio”.

Qual è stato il tuo percorso prima della nascita del brand?

Ho frequentato l’Accademia di Costume e Moda a Roma e, una volta conclusi gli studi, ho iniziato a lavorare a Parigi per Louis Vuitton, nel reparto pelletteria uomo. In seguito, mi sono avvicinata al mondo delle calzature, settore nel quale continuo a lavorare oggi come freelance per Berluti, sempre del gruppo LVMH. Da quasi quattro anni vivo a Milano, anche se, chissà, magari un giorno tornerò a Parigi.
Sono cresciuta a Spoleto, una città piccola e tranquilla, ma durante l’ultimo anno di liceo ho sentito il bisogno di allargare i miei orizzonti e mi sono trasferita a Roma. L’esperienza a Parigi è stata molto importante per me: una città ricca di stimoli creativi. La associo a Roma per lo stile di vita, differente da quello milanese. A Roma e Parigi si vive il lavoro senza trascurare la vita sociale.

Come nasce il tuo brand?

Mi trovavo a Parigi durante il periodo del Covid. Dopo tre mesi in casa, da sola e lontana da tutto, mi sentivo come se avessi perso la bussola. Non mi sentivo più me stessa. Così è nata l’esigenza di creare qualcosa di mio, per ritrovarmi. In quel momento, ho sentito il bisogno di esprimere la mia visione personale attraverso le borse. È nato tutto da lì.

Cosa ti ispira nella fase creativa?

Sono molto attratta dai contrasti. Qualche giorno fa, ad esempio, ero in Umbria e ho visto un palazzo di cemento dal quale si intravedeva una gonna rosa di seta: quell’immagine rappresentava perfettamente ciò che intendo quando parlo di contrasto tra materia e colore.
Mi ispira molto anche la cultura neoclassica, per il senso di rigore e concretezza accompagnato da un concetto estetico di purezza. Per me la creazione è qualcosa di naturale, non forzato. Metto su carta tutto ciò che mi viene spontaneamente, attingendo al mio bagaglio di esperienze, di osservazioni, e a un gusto estetico che negli anni ho definito sempre più chiaramente. Creo da ciò che mi rappresenta davvero.

Come mai questa passione per gli accessori?

Fin da bambina sono sempre stata libera di scegliere cosa indossare, e gli accessori mi hanno sempre affascinata. All’università, quando ho iniziato il corso di accessori, ho subito capito che era la mia strada. Grazie all’Accademia ho avuto l’opportunità di collaborare con Gucci su un progetto di pelle sostenibile: è stato lì che ho realizzato quanto mi sentissi stimolata e coinvolta da questo mondo.

Cos’è rimasto della te umbra?

Nelle mie creazioni resta forte il legame con la natura, che sentivo molto a Spoleto. Vivere in una città piccola significa anche apprezzare il silenzio poiché ti permette di ascoltare ciò che nelle grandi città non riesci a sentire.
Credo che il confronto con gli altri sia molto importante. Chiedo sempre pareri, anche sulle mie creazioni. Dentro ogni creazione c’è un po’ del caos delle città che mi hanno accolta e un po’ della mia Spoleto, fatta di purezza, calma e riflessione.

Come vedi il tuo brand tra 5 anni?

All’inizio sentivo il bisogno di correre, di arrivare in alto. Con il tempo, ho imparato a rallentare, a godermi ogni passo. Il mio brand è un rifugio e voglio che resti tale. È importante per me seguire i miei obiettivi con calma, senza perdere autenticità e senza mai scendere a compromessi.
Credo sia fondamentale rimanere con i piedi per terra e costruirsi una propria identità estetica solida. Mi chiedo spesso: “la te bambina sarebbe soddisfatta della te di oggi?”. Mi rimprovero a volte per aver perso tempo, per essermi fermata, per aver messo in pausa studi e progetti perché non mi ritrovavo. Ma con il senno di poi, anche quei momenti mi sono serviti a costruire la sicurezza che ho oggi. Alla me bambina direi: “Fai tutto quello che hai fatto, senza rimpianti. Rimani autentica, coerente con te stessa. Non scendere a compromessi”.

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