Filippo Sorcinelli: tra sacro e profano, moda, profumi e vissuto personale

Filippo Sorcinelli

Da molti è conosciuto come “il sarto del Papa”; da altri, come ideatore di fragranze ispirate a esperienze sensoriali e spirituali. Filippo Sorcinelli è molto di più: un artista poliedrico in cui convivono due mondi solo in apparenza opposti, quello del sacro e quello del profano. Da una parte, infatti, è riconosciuto come una figura di riferimento per la comunità queer e come abilissimo creatore di profumi dai packaging concettuali e di forte impatto visivo. Dall’altra, troviamo la sua dedizione e devozione alla Chiesa cattolica, cui è legato da anni e per la quale realizza paramenti liturgici – alcuni dei quali indossati anche da Papa Benedetto XVI, Papa Francesco e dall’attuale Papa Leone XIV, che per la sua prima messa ufficiale ha indossato una casula realizzata proprio da lui.
Si può affermare, dunque, che Filippo Sorcinelli rappresenti un’eccellenza italiana. Certamente, una delle figure più affascinanti dei nostri tempi.

Una vocazione sartoriale nata (quasi) per caso

“…Quando mi hanno visto per la prima volta con i tatuaggi, gli orecchini, erano un po’ spaventati, temevano che mi sarei presentato in Vaticano così…” racconta il designer in un’intervista a Vogue, spiegando come lavorare con il Vaticano sia un’esperienza tanto grande quanto rigorosa, fatta di regole e protocolli da seguire.
Sorcinelli è da sempre parte integrante di quel mondo liturgico sospeso nel tempo, fin da bambino, quando accompagnava la madre in chiesa: un luogo che divenne presto la sua “Gardaland”, come la definisce scherzosamente.
Dopo aver fondato nel 2001 il laboratorio LAVS (Laboratorio Atelier Vesti Sacre), specializzato in paramenti liturgici, divenne un nome sempre più noto nel mondo ecclesiastico. Finché, grazie al passaparola e all’occhio attento di un vescovo, arrivò il passo decisivo: la chiamata dal Vaticano. Un incarico che avrebbe segnato un punto di svolta nella sua vita e nella sua carriera da artista.

Una storia di ostacoli e rinascita personale

Papa

Nonostante oggi goda di grande fama, la carriera di Sorcinelli non è stata priva di ostacoli.
Nel 2013 un episodio doloroso cambiò tutto: 2.500 lettere anonime, inviate a giornali e congregazioni vaticane, svelarono la sua iscrizione all’Arcigay, insinuando sospetti anche sui suoi clienti. La sua “colpa”? Non corrispondere all’immagine rassicurante del sarto del Papa. Prima di allora, infatti, si presentava come un impeccabile “dandy vaticano”: giacca, cravatta, gemelli, occhiali senza montatura. Dopo quella ferita pubblica, però, qualcosa cambiò, tanto da spingerlo a ritirarsi in solitudine su un’isola. Al suo ritorno, fu un uomo nuovo.

“Avevo deciso di non mascherarmi più. Di essere ciò che ero, con orgoglio. Ho accettato le mie debolezze: le abbiamo tutti.”

Da quel momento, il nero diventa il colore della sua rinascita. Inizia a vestirsi solo così, con sobrietà assoluta, e a tatuarsi il corpo con una ragnatela di linee spezzate: simbolo di quel “cristallo andato in frantumi” che ha scelto di ricomporre con forza.

Il profumo come linguaggio di libertà e identità

La grande passione per il mondo delle fragranze nasce dall’abitudine di profumare d’incenso le scatole in cui consegnava i capi del suo atelier. Da lì, ha scelto di trasformarlo in un linguaggio spirituale, estetico e identitario.
Con la sua maison UNUM, ha dato vita ad una profumeria artistica che rompe le regole del mercato convenzionale. Le sue fragranze non si limitano a evocare odori: sono esperienze sensoriali profonde, ispirate a cattedrali, incendi, macerie e trasformazioni interiori.
I packaging scultorei, provocatori e concettuali diventano parte integrante del messaggio, spingendo il pubblico a interrogarsi e sentire, non solo annusare.
Tra le fragranze della maison figurano nomi ormai iconici, capaci di evocare visioni forti e immediate: Notre-Dame, ispirato all’incendio della cattedrale parigina; Epicentro, dedicato al terremoto del centro Italia; Cyber Sex, provocazione olfattiva che esplora il desiderio nell’era digitale; e Basilica di Assisi, omaggio al silenzio mistico dei luoghi sacri.

Oggi Filippo Sorcinelli è protagonista della mostra Art in Respect alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano: un percorso multisensoriale e spirituale che fonde moda, pittura e profumo, creando un dialogo profondo con le grandi opere conservate nel museo – da Leonardo da Vinci a Raffaello, fino a Caravaggio.
Un’esperienza unica, che coinvolge tutti i sensi e offre una nuova prospettiva sull’arte e sulla sacralità.