FASHION COMPLAINT

“Che se ne parli bene o che se ne parli male, l’importante è che se ne parli”: uno dei proverbi prediletti della moda degli ultimi dieci anni, caratterizzata da innumerevoli provocazioni e denunce dal taglio fashion, con polemiche e nuovi spunti di riflessione.
Provocazione è proprio la traduzione di ciò che il brand italo-inglese Jordanluca di Jordan Bowen e Luca Marchetto ha presentato nella stagione autunno inverno 23/24: i “pee-stained jeans”, sui quali si nota una macchia che simula l’effetto bagnato all’altezza del pube. Impossibile non pensare a qualcuno che non è riuscito ad arrivare in tempo al bagno.
I jeans hanno aperto la sfilata, il cui tema era proprio “la fertilizzazione del consumismo”. Una critica alla società capitalista a cui ci stiamo adattando. I pantaloni, volutamente provocatori, simboleggiano, infatti, quella società veloce, che corre a tal punto da non riuscire a fermarsi nemmeno per andare alla toilette.
Ma si sa, il capo diventa un must have quando il concept con cui viene creato descrive la denuncia di tanti e così, nonostante il prezzo non esattamente low cost (pari a 750 euro), i pee- stained jeans sono andati sold out, nel giro di pochi giorni.
tra trasgressione e riflessione sociale


Ma il trend di abiti o scarpe con l’effetto sporco o rovinato a prezzi non proprio bassi è già stato presentato a svariate sfilate prima di quella di Jordanluca, suscitando allo stesso modo polemiche seguite da sold out.
A Maggio del 2022 Demna Gvasalia, celebre direttore creativo di Balenciaga, ha presentato le “destroyed sneakers”. Sporche, rotte e sgangherate: un’Amarcord alla Fellini, ricordi di infanzia che si allacciano alle scarpe che infilavamo per scendere in giardino a giocare, pronti a rovinarle senza rimorsi. Come ha osservato Assia Neumann Dayan su Twitter, “comprare scarpe rotte per millequattrocento euro forse è una grande metafora”. Metafora di un mondo sporco e distrutto, quello che ci circonda e in cui viviamo ogni giorno.
Altro chiaro esempio di riflessione sul periodo storico che la società vive è la collezione uomo del 2020 di Gucci, capitanata da Alessandro Michele, con la salopette di jeans effetto macchie d’erba. “Grunge Style”, questo è il revival anni 90 nel segno della trasgressione caratterizzato da jeans sporchi, strappati, maglioni oversize e abiti a sottoveste.
I jeans da uomo sporchi di erba fresca sono volti alla riflessione del ricordo di un pomeriggio felice all’aria aperta. La collezione, presentata nel periodo segnato dalla pandemia, è volta alla riflessione di momenti considerati scontati ma che in un periodo come quello abbiamo imparato ad apprezzare.

Fashion Stylist. Creativa e con una grande passione per la moda e le tendenze, sempre alla ricerca di nuovi spunti e ispirazioni. Esperta in trend and cool hunting. Creative director per Eclettica e Booker indoor.
