Christo, Jeanne-Claude e l’amore in tutte le sue forme

Christo
Christo e Jeanne-Claude

E se vi dicessi che l’Arco di Trionfo di Parigi è stato impacchettato nel 2021, ci credereste? No? Eppure, è così. L’opera è stata progettata da Christo e Jeanne-Claude, ma realizzata solo dopo la loro scomparsa, grazie all’iniziativa del nipote Vladimir Javacheff. I due artisti avevano a lungo sognato di impacchettare il celebre monumento simbolo di storia e arte della capitale francese.

Arco di Trionfo
L’Arc de Triomphe, Wrapped

È una storia d’amore da film: si incontrano, si innamorano e, andando contro tutto e tutti, fuggono per il loro amore. vivendo da bohémiens e rendendo la loro vita un’opera d’arte. E non è finita qui: come in uno strano gioco del destino, sono nati lo stesso giorno dello stesso anno: 13 giugno 1935.

Insieme girano il mondo e diventano due figure centrali della Land Art (1967-1978) e del Noveau Réalisme (1960-1970), rispettivamente movimenti artistici della cultura americana e francese che rappresentano la realtà contemporanea: il primo attraverso la natura, il secondo attraverso oggetti comuni o materiali di scarto, spesso con intenti provocatori.

Il loro concetto di arte era semplice e rivoluzionario: impacchettare temporaneamente dei monumenti o paesaggi per mostrare come la trasformazione potesse esaltare l’essenza dell’oggetto. Utilizzavano tessuti, corde e materiali riciclati, e si autofinanziavano vendendo modellini e disegni preparatori delle opere. Un processo complesso, che richiedeva anni di lavoro, sia per la realizzazione sia per ottenere i permessi necessari da parte delle amministrazioni e delle comunità locali.

La loro prima grande opera collettiva risale al 1962, quando (sotto il solo nome di Christo) denunciano la costruzione del Muro di Berlino con Il Muro di Barili: 89 barili d’olio vuoti ammassati in una stretta via di Parigi, Rue Visconti, vicino alla Senna. La strada venne bloccata per ore, suscitando l’ira degli abitanti, ma anche una grande attenzione mediatica: da quel momento, il pubblico iniziò a conoscerli ed apprezzarli.

Nel 1966 a Kassel impacchettarono “l’aria” con Air Package, un cubo vuoto di 5600 metri cubi sollevato da una gru, visibile da 25 km di distanza. L’intento era rendere visibile l’invisibile, offrendo qualcosa di effimero, non vendibile, per criticare il consumismo. Nel 2013, l’opera evolverà in una forma più matura e architettonica con Big Air Package, installata all’interno del Gasometro Oberhausen, in Germania: una struttura gonfiabile alta 90 metri e larga 50, composta da tessuto semitrasparente. Chi vi entrava viveva un’esperienza mistica e immersiva, tra le più imponenti della loro carriera.

Christo
Il Muro di Barili
Air
Big Air Package

Nel 1980, con Surrounded Islands, circondarono con un tessuto galleggiante color rosa acceso le isolette di Biscayne Bay, a Miami in Florida. Caramelline da scartare? O forse solo una manifestazione del bisogno di sognare.

Christo
Surrounded Islands

Ma tutte le storie d’amore più belle hanno un lieto fine scomodo: nel 2009 Jeanne-Claude muore a seguito di un aneurisma cerebrale.  Christo, distrutto ma non vinto, mantiene la promessa artistica e sentimentale fatta alla sua compagna di vita e d’arte. I due non viaggiavano mai insieme, proprio per garantire che, in caso di incidente, uno potesse portare avanti l’opera dell’altro. E così è stato.

Nel 2016 in Italia, precisamente sul Lago d’Iseo, apparve una passerella gialla galleggiante che univa Sulzano e Monte Isola con l’Isoletta di San Paolo: The Floating Piers. Fu la prima opera dopo la scomparsa della moglie. Non è un caso che la prima opera che non separa o ingloba ma unisce.

The Floating Piers
The Floating Piers

Anche la vita di Christo si spegne nel 2020 ma non le loro opere e la loro arte. Furono creati documentari sulla loro attività registrati dai fratelli Maysles. Tutt’oggi, anche se le loro opere furono temporanee, i loro disegni, collage, modelli in scala e fotografie sono esposti al Centro Pompidou a Parigi, al MoMA a New York o al Smithsonian American Art Museum a Washinton D.C. oltre che dalla Fondazione dedicata ai due artisti.

Christo
Christo e Jeanne-Claude

Poco prima di morire, l’artista disse questo:
Jeanne-Claude è sempre con me. Mi parla, la trovo in ogni opera che firmo. L’amore non finisce mai.